Psicologia: rapimento bimbo Nocera delirante rivincita su destino baro

“Il caso di Annarita Buonocore è un drammatico, doloroso, tragico evento di una donna molto vulnerabile, affetta da psicopatologie gravi e abbandonata a se stessa. Ci troviamo di fronte a un tentativo onnipotente e delirante di rivincita sul destino cinico e baro”. Parola di Massimo Di Giannantonio, docente di psichiatria all’università Gabriele d’Annunzio di Chieti, che commenta così il sequestro del piccolo Luca Cioffi, portato via ieri dall’ospedale di Nocera Inferiore e ritrovato dopo alcune ore.
A rapirlo un’infermiera di 42 anni, Annarita Buonocore, che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata spinta a compiere questo gesto per far credere al suo amante, un uomo sposato, di aver avuto un figlio da lui. La donna avrebbe dichiarato agli inquirenti di aver subito un aborto naturale nei primissimi mesi di gravidanza.
“Da un punto di vista biologico - spiega l’esperto - ci troviamo di fronte al caso di una donna che, a distanza di tempo, manifesta sintomi di depressione post-partum. Sotto l’aspetto psicopatologico invece - aggiunge lo psichiatra - siamo davanti a un tentativo onnipotente e narcisista di cambiare il corso della natura. Una sorta di delirante rivincita sul destino cinico e baro - conclude - che l’ha privata del proprio bambino”.



















































