Epidurale, il parto senza dolore in Italia è un diritto negato

27 gennaio 2010 - pubblicato da Rossella Colapietra in epidurale

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In Italia le politiche sanitarie pubbliche sulla maternità “contrastano” l’anestesia epidurale, restando all’insegna del “principio” biblico secondo cui la donna deve partorire soffrendo. Per sfuggire alla prospettiva-condanna del dolore, c’è chi decide per l’anestesia generale, ma un numero enorme di partorienti sceglie il cesareo che soprattutto in molte zone del Sud supera abbondantemente il 50% sul totale dei parti. Se il parto spontaneo e senza dolore è ancora poco eseguito, dunque, è soprattutto a causa di un ritardo culturale che nella pratica si traduce in strutture inadeguate, personale carente o non formato.
L’inserto Salute di Repubblica, in edicola ogni martedì, analizza la situazione italiana e le ragioni della scarsa diffusione del parto cosciente-consapevole e indolore. L’ex ministro Livia Turco, ad esempio, ricorda come la possibilità dell’epidurale fosse stata inserita dal governo di centrosinistra tra i livelli minimi di assistenza (lea) con un provvedimento poi subito revocato dal governo Berlusconi. Eppure, dove il parto con epidurale è possibile, le donne che lo scelgono arrivano a superare picchi del 90%.

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29 commenti

  • Martina, 30 gennaio 2010 03:59

    Sono una futura ostetrica, una ragazza che, per il proprio lavoro, sogna di stare accanto ad altre donne in vari momenti della loro vita…
    una ragazza che sogna, attraverso il suo lavoro, di insegnare alle donne che possono pretendere di più dalla loro vita…che il rispetto per loro stesse devono pretenderlo…e per farlo devono imparare a DARSI VALORE!!
    Alla donna non è chiesto di “partorire con dolore”….non è una punizione…è un dono!!! alla donna è chiesto di partorire con FATICA! “la donna come l’artista che crea dpvrà penare per creare. non avere un affanno, un dolore, soffrire o aver male, ma DARSI PENA, FARSI MALE, ROMPERE L’ABITUDINE, LA PESANTEZZA, LA PIGRIZIA”
    non è una punizione,…è una sfida!!! è un pezzo della storia con il vostro bambino!! non è RITARDO CULTURALE…è RICCHEZZA CULTURALE!!!!
    Vi siete mai domandate perchè il parto comporta DOLORE???? tutto ha un senso……..ponetevi nelle condizioni di dare valore a questo dolore!!!
    tutti gli episodi FONDAMENTALI, nella vita di una persona, sono accompagnati da una SENSAZIONE FORTE, spesso proprio dal dolore! è il dolore che porta una donna a “raccogliersi in un ambiente protetto”….pretendete che le esperienze della vostra vita abbiano un valore!!!!

    di solito il vostro corpo vi manda segnali di dolore quando c’è qualcosa che non va…E INVECE SOLO ALLA DONNA, SOLO NEL MOMENTO DEL PARTO, il vostro corpo si serve del dolore per dirvi che NIENTE POTREBBE ANDAR MEGLIO, è IL dolore PERFETTO…il dolore che sublima ogni sensazione….è il dolore che vi prepara alla maternità…che segna il passaggio dall’essere figlie all’essere madri!!
    NON CREDETE CHE QUESTO DOLORE, UNICOOO!!!, POSSA AVERE UN VALORE???
    il vostro corpo è stato creato il grado di partorire!!
    LA DONNA SA PARTORIRE E IL BAMBINO SA NASCERE!!
    non sottovalutate le vostre competende!!! provate a guardare dentro di voi e scoprirete di possedere una forza immensa!!!! non fatevi rubare un pezzo della vostra storia!!
    i primi momenti sono cruciali per il rapporto con il vostro bambino!! voi siete in grado di partorire, di prendervi cura del vostro bambino, è l’esperienza più significativa della vostra vita!!!
    non vi accontentate della soluzione più facile!!!!! provate a dare un senso al vostro dolore…provate a collocarlo nella prospettiva di un’esperienza importante per voi e per il vostro bambino!!
    non lottate con il vostro dolore…abbandonatevi a questa esperienza…lasciatevi travolgere dal vostro corpo!!!
    scoprirete di sentrivi donne in maniera autentica…probabilmente per la prima volta!!!
    l’epidurale è solo manifestazione di una società che vuole la donna obbidiente, in qualche modo “punita”, povera….
    parlate ,con un’ostetrica….create con lei una relazione significativa…sarà più forte di ogni epidurale!! fatevi spiegare la struttura del travaglio…….il travaglio non è caos!! è ordine!!!!
    la donna si deve abbandonare a questo ordine! lasciate fare al vostro corpo! accompagnatelo!!!
    “invece di sopportare a denti stretti quei dolori, tuffatevi nella tempesta, assaporatene la furia!!!!”

    ritrovate la gioia di essere madri, di dare alla luce vostro figlio, sarà un’esperienza tutta vostra…non lasciate che la tecnologia vi rubi un pezzo fondamentale della vostra storia!!!!!
    Ritrovate il rapporto con l’ostetrica!! fatevi consigliare PRIMA del travaglio….il fulcro del nostro lavoro è la donna!!!! non accontentatevi di un’assistenza improvvisata in sala parto!!! l’assistenza (e non sto parlando solo di preparazione “tecnica”) al parto e alla nascita esiste da sempre…….è una prerogativa tutta femminile!! donne che stanno vicine ad altre donne!!!
    Pretendete che rispettino questa ricchezza…il parto non è mai uguale, ogni donna è maestra…ogni donna ha dei ritmi, ogni donna ha una storia!
    e questa storia uscirà durante il vostro parto…e non c’è dono più grande!

    scusate il piccolo sfogo……ma la disciplina ostetrica mi è entrata nell’anima!!
    Non lasciate che la tecnologia faccia piazza pulita in ogni aspetto delle nostre vite!!
    IL PARTO RIASSUME IN SE TUTTA L’ESPERIENZA DELLA MATERNITà: ACCETTARE DI RISCHIARE LA TUA VITA PER UN ALTRO, CHE POI SARA IL PRENDERTENE CURA ACCETTANDO DI METTERE LE SUE ESIGENZE DAVANTI ALLE TUE; ACCETTARE CHE LA SITUAZIONE SFUGGA AL TUO CONTROLLO PERCHEè I RITMI LI DELLA IL CORPO, COSì COME POI LI DETTERà IL NEONATO; ACCETTARE DI AIUTARE UN ALTRO A SEPARARSI DA TE, ANCHE SE COSTA SOFFERENZA. LA PAROLA CHIAVE è ACCETTARE…e questa non è passività, è forza!! ed è solo di noi donne!
    ” Ma che società è la nostra che non sa più come si nasce e come si muore? Quanta ricchezza, umanità, sapere abbiamo perduto? Dimentichiamo i gesti semplici dell’accoglienza e del conforto, la fatica del venire al mondo e quella del lasciarlo. Non vediamo più i nostri confini (Sandra Cangemi)”

    magari non cambierete idea…..però provate almeno a rifletterci :)

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 06:23

    La domanda ti sembrerà provocatoria, Martina, ma vorrei chiederti se tu hai mai partorito. Per il resto, sono d’accordo sul parlare con l’ostetrica e preparare bene l’assistenza che si avrà al momento del parto, ma non vedo perché questo debba escludere l’epidurale. E soprattutto, non vedo perché l’epidurale debba essere negata anche a chi non la pensa come te, solo perché chi la pensa come te è in maggioranza.

  • Martina, 3 febbraio 2010 08:17

    Non ho mai partorito…..però è un’esperienza a cui penso spesso…….ovviamente con un pò di timore…però con tanta voglia di confrontarmi con me stessa!
    Io credo che l’epidurale tolga alla donna una COMPETENZA, non un COMPITO!

    L’epidurale è garantita per tutti quei parti reputati “non fisiologici” in quanto l’epidurale HA effetti collaterali!

  • Martina, 3 febbraio 2010 08:37

    e c’è un abisso tra i due termini!
    io credo che non sia un compito, un onere a cui non ci si può sottrarre……..ma una capacità del proprio corpo che dobbiamo riscoprire di avere!!!

    Il parto indolore non è un parto totalmente consapevole!!! Devono dirti quando ci sono contrazioni, non senti il tuo bambino che viene al mondo!!!!

    Perchè, nel caso di parto fisiologico, volete sottoporvi a una pratica medica non necessaria????
    Non sempre il PROGRESSO porta con se un miglioramento!!!!
    Non pensi agli effetti che questa pratica può avere su di te???
    O a quelli che può avere sul tuo bambino????
    Perchè a tutti i costi desiderate NON SENTIRE NULLA??? State impoverendo un’esperienza unica!!

    Non metto in dubbio la concretezza di questo dolore………………sto solo cercando di collocarlo all’interno di un’educazione alla nascita più ampia!!
    questo dolore esiste, è un dolore importante..nessuno lo mette in dubbio……….però è un dolore che puoi superare…………..e allora perchè non mettersi alla prova?? perchè farsi rubare l’ennesima esperienza??? perchè togliere a te e al tuo corpo una competenza così importante???
    Non ti sei mai chiesta se questo dolore significa qualcosa??? Se può avere un senso all’interno della tua storia???
    Sei tu che metti al mondo il tuo bambino!!! Non lasciare che qualcun altro lo faccia per te!
    Hai il diritto di vivere al meglio e a pieno la tua esperienza!

    Un consiglio…guarda “nati in casa” di giuliana musso………

    io non sono contro l’epidurale……..io sono contro i luoghi comuni, le decisioni prese senza consapevolezza………………..non facciamo diventare l’esperienza nascita come una catena di montaggio!!!
    Mi sembra proprio assurdo leggere un articolo come questo! Cavolo come è possibile che accettiate (e desideriate!!!) che vi sia detto che non siete in grado, che pur rientrando in una condizione fisiologica avete bisogno di uno strumento medico, che non siete all’altezza?????
    Non ti nasce dentro una voglia di riscoprire le tue competenze????????

    Mi sono bastati pochi mesi di università per rivoluzionare il mio pensiero su molte cose…tornate a parlare con le ostetriche!!! Sono sicura che cambieranno tante cose!!! Dobbiamo solo tornare a credere nelle NOSTRE competenze di donne!!
    Incontrare l’ostetrica poche ore prima del parto non basta però!!!
    il cammino verso una maggiore consapevolezza è lungo……..e va affrontato insieme…….

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 08:39

    Guarda, davvero non prenderla come un attacco a te come persona, perché credo che tu sia una persona molto sincera e appassionata nel tuo lavoro. Ma trovo che l’idea della sofferenza come valore aggiunto per la donna sia un modo furbo per tenere la donna stessa sempre in una posizione di inferiorità rispetto all’uomo: donare, essere capaci di soffrire in silenzio sono prerogative femminili, qualunque donna che si voglia dire tale deve partorire se no non è una donna vera, come dici tu (con buona pace di chi i figli non può averli…), e deve partorire con sofferenza perché la sofferenza nobilita. Perché non eliminare anche le anestesie allora, se il dolore è sempre una esperienza così edificante moralmente? Per inciso: un parto meno doloroso da quel che so migliora anche il benessere del bambino…e questa purtroppo è l’unica motivazione sulla quale possiamo fare leva per sperare che l’epidurale si diffonda. Per chi ovviamente, LA SCEGLIE, perché il divieto, di fatto, dell’epidurale riguarda tutte, il diritto ad usarla non obbliga chi la pensa come te di non farlo.

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 08:49

    Martina, guarda che l’articolo non dice che la donna viene considerata non in grado di sopportare il dolore. Secondo questa logica chi si opera non dovrebbe accettare l’anestesia perché è una offesa alla sua capacità di sopportare il dolore…è un ragionamento illogico. Se poi mi dici che l’epidurale, oltre al dolore, toglie la sensibilità e la capacità di avere il completo controllo delle fasi del parto da parte della donna, è un altro discorso. Ma è la prima volta che sento una cosa del genere e, se così fosse, comunque non è una giustificazione per boicottare l’epidurale. Se è così limitante dell’esperienza del parto, perché non lasciare che sia la donna a scegliere, informandola magari? Perché la puerpera è un essere inferiore e superficiale che vuole solo eliminare il dolore, e a scegliere deve essere chi ne sa più di lei?

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 09:10

    Ti posto le informazioni che ho trovato nel sito di un medico di Bari, http://xoomer.virgilio.it/vcoscia/analgesia.htm :

    “Una corretta analgesia [epidurale], praticata entro strutture attrezzate da anestesisti-rianimatori esperti, non solo abolisce il dolore ma migliora le condizioni del feto (lo stress fetale – se la mamma non soffre il feto non ha una condizione di disagio – ), riduce la fatica della partoriente, permette alla madre e al feto-neonato una maggiore consapevolezza e serenità. Lascia inalterata sia la sensibilità sia lo stimolo a spingere. La forza espulsiva, rimanendo intatta, permette un parto del tutto naturale, non doloroso e poco faticoso.

    Alcune donne temono che “analgesia epidurale” equivalga a “puntura lombare” e che, se mal eseguita, possa provocare gravi danni alla salute. L’epidurale non è una puntura lombare e, salvo casi eccezionali, non è pericolosa, né per la mamma, né per il figlio.

    L’analgesia epidurale determina in pochi minuti la scomparsa del dolore durante la contrazione, lasciando inalterata la sensibilità cutanea, i movimenti e, soprattutto la sensazione delle contrazioni, che continua ad essere percepita, ma non più come dolorosa. La capacità di spinta non è alterata e la donna, liberata dal dolore, può partorire attivamente e in modo spontaneo.”

  • Martina, 3 febbraio 2010 09:13

    ma cosi state facendo passare il messaggio che la gravidanza sia una malattia!!!
    la gravidanza non è una malattia….e quindi segue procedure diverse!!!!
    il dolore del parto è un dolore diverso!!!
    il corpo si serve del dolore per avvisare di qualcosa che non va……SOLO NEL PARTO, SOLO PER LA DONNA, IL CORPO SI SERVE DEL DOLORE PER AVVISARE CHE TUTTO PROCEDE NELLA MANIERA CORRETTA!!! Non può essere paragonato a nessun altro tipo di dolore!!!
    La gravidanza, ad eccezione dei casi di patologia, è un’esperienza NORMALE nella vita di una donna e come tale va vissuta!!!
    L’epidurale è un’anestesia con effetti collaterali!!!! e l’anestesia si fa nei casi di patologie….è una procedura non necessaria nei casi di fisiologia!!! prova a leggere questo articolo http://www.epidurale.it/!! prova, se ti va, anche a vedere il dvd che ti ho consigliato!

    Si stanno innescando dei meccanismi disumani, che poi sarà possibile togliere!! Tra un pò verrà chiesto il cesareo per non sentire…..

    L’epidurale è una procedura MEDICA, e come tale ha effetti collaterali non trascurabili, va ad incidere sulla salute della madre e su quella del neonato….va a modificare i ritmi del parto….
    Non è che una procedura è sicura solo perchè è medica!!!!
    Oggi passa, spesso anche involontariamente, il messaggio di gravidanza-malattia…….anche nelle tue parole si legge questo messaggio!!
    Non serve l’epidurale, non servono 800 mila ecografie, non servono alttri milioni di esami inutili…..
    Partorire in ospedale ha innescato un meccanismo irreversibile…….credete di poter controllare OGNI parte di questo evento…non accettate nessuna incertezza!
    ma non è così….tutti questi aspetti permeano l’evento parto!!!!
    State tralasciando tutti gli aspetti emotivi, comunitari, personali, intimi del parto……..lo state riducendo a un semplice tecnicismo!!!
    Il parto è un “rito” di passaggio…..che porta la mamma ad essere donna, il neonato diventa figlio, la diade passa ad essere triade-famiglia!!
    c’è un mondo dietro al “tecnicismo” del parto………non banalizziamo questa esperienza!! non facciamo diventare tutto una catena di montaggio!!! non perdiamo tutto questo! è una ricchezza immensa…che nessun uomo avrà mai!!
    La società vuole la donna schiava, sottomessa, povera “dentro”…………l’epidurale a mio avviso è uno strumento di mercificazione di un’esperienza che è solo femminile, di una ricchezza che è solo nostra!

  • Martina, 3 febbraio 2010 09:16

    io ti sto dando un valore…….e tu per “femminismo” lo stai rifiutando……
    a me sembra questo il controsenso………

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 09:37

    Senti, io non sto rifiutando un bel niente. Sei tu, anzi, che stai dicendo che il parto ha valore solo se c’è la sofferenza, togliendo importanza al valore delle sensazioni, del rapporto della mamma col feto, e soprattutto al cervello della mamma che PUò DECIDERE SE PARTORIRE O NO SENZA DOLORE, senza essere costretta a questo boicottaggio subdolo, disumano e umiliante per la donna: noto che proprio su questo, sulla POSSIBILITà DI SCELTA, stai deliberatamente evitando di rispondere, dandomi implicitamente ragione. Lascia che sia la donna a decidere in base alla propria testa e alle informazioni di cui dispone. Se non glielo lasci fare, sei tu ad essere maschilista, non io ad essere femminista: stai ritenendo una donna incapace di scegliere per sè stessa, più di così!

    In quanto alle tue idee su esami, ecografie e cure mediche in gravidanza: e meno male che studi ostetricia! Quando si partoriva in maniera “naturale”, “in casa”, molte donne morivano di setticemia o altre cose terribili, molti feti che oggi potrebbero essere curati subivano danni permanenti perché non c’erano i mezzi che ci sono adesso. Scusa eh, scusa tanto se la scienza cattiva e disumanizzante permette alle vite di mamma e bambino di non essere messe a rischio e di non provare le sofferenze a cui tu tieni tanto. La gravidanza non è una malattia, certo, ma è una esperienza delicata che più viene assistita anche dal punto di vista medico e meglio è. Ti assicuro, e te lo assicuro perché ho vissuto una esperienza familiare, TERRIBILE, che me lo conferma, che non è tutto così naturale e spontaneo, e se non aiutati a dovere, DA MEDICI COMPETENTI, sia mamma che bambino rischiano grosso. Ti consiglio di lasciar perdere parti in casa (a meno che non costruisci una miniclinica sterile in una camera, e non affitti del buon personale medico che ti assista a domicilio) e di non fare a meno di ecografie ed esami. Se vuoi rischiare tu, evita almeno di mettere in pericolo il tuo futuro feto per le tue ideologie cielline.

    E no, non leggo i siti che proponi perché sono palesemente di parte. O mi porti pareri medici non viziati da ideologie o ciccia.

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 09:41

    Ah, tra l’altro: l’epidurale è un ANALGESICO, non una ANESTESIA. Com’è possibile che io, facendo un rapido giro su internet, l’ho imparato, e tu che studi ostetricia no? Aiuto!

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 10:44

    Un’ultima cosa: tu fai passare l’aiuto della medicina alle puerpere come delegazione agli altri di una funzione e di una competenza che è solo della donna e che la donna, dici, dovrebbe gestire da sola perché può farcela. Poi però dici che la donna deve abbandonarsi alla forza della natura, e al dolore, e anche ai gravi rischi (quello di dare la vita nel parto, che tu hai citato) che questo comporta. Allora ti contraddici: la donna col dolore, e col parto senza aiuti, non è padrona, è SCHIAVA: del capriccio della natura che può far andare qualcosa storto, del tremendo dolore e della fatica che la fanno uscire letteralmente di testa e le tolgono la possibilità di assaporare con calma le sensazioni del parto, oltre a dare stress anche al povero feto.

    La medicina, invece, pur nelle sue colpevoli omissioni dovute proprio a mentalità come la tua, è volta a MIGLIORARE la vita della donna, e del feto, a DINIMUIRE I TREMENDI RISCHI che la natura, bellissima e perfetta ma talvolta anche SPIETATA, fa correre alle persone. Vedi il giuramento di Ippocrate. E infatti, grazie alla medicina, i rischi legati al parto sono notevolmente diminuiti e anche la qualità della vita durante il travaglio è migliorata. Questo comporta il fatto che la donna può vivere in maniera più totalizzante proprio tutte quelle sensazioni che fanno del parto un momento unico: la sensazione del feto che esce, l’attesa, il controllo del proprio corpo e delle proprie sensazioni sia fisiche che emotive. Tutto tranne la paura, che acceca, e il dolore. Che guarda un po’, per te invece sembra essere l’unica cosa, invece, che rende il parto unico. Spero non vi venga in mente, con simili argomentazioni, di imporre il cilicio come strumento di elevazione spirituale…la Binetti, parlandone in televisione, ci ha praticamente già provato.

  • Martina, 3 febbraio 2010 11:21

    Ma non è tutto così assoluto……io ripeto che ci sono gravidanze fisiologiche e gravidanze patologiche…..e per loro natura vanno trattate in maniera differente!
    L’epidurale è uno strumento utile e prezioso se necessario………se non necessario rischia di diventare nocivo per madre e neonato……così come tutti gli altri esami!
    Io mi riferivo alle ecografie…..l’oms ha decretato che le ecografie consigliate sono 3…io sinceramente non mi ero mai posta di fronte alla domanda “ma l’ecografia può far male???”
    La “sicurezza” del parto non la garantisce nessuno…sfortunatamente atto medico non è sinonimo di sicurezza!!
    c’è una distinzione basilare tra fisiologia e patologia……il decreto ministeriale 740 del 14 settembre 1994 stabilisce le competenze dell’ostetrica…e tra queste c’è il portare a termine un parto eutocico…cioè un parto privo di complicazioni!
    per i parti patologici è fondamentale la presenza del medico!
    L’ostetrica è vicina alla donna per aiutarla a vivere senza paura tutte le sensazioni che sente durante l’evento….rassicurarla…e utilizza le sue competenze a servizio della donna!
    L’epidurale è un’ “invenzione” fenomenale se usata quando necessario……..è come se tu prendessi una terapia antibiotica solo perchè hai mal di gola!!
    Ora c’è poca chiarezza sull’epidurale……non esiste un vero e proprio consenso informato……..alla donna non sono dati gli strumenti per prendere una scelta consapevole…….
    porla di fronte a una scelta nel momento “cruciale” vuol dire spingerla a una scelta “di comodo” in quanto in quel momento è il dolore che parla per lei!
    io non do valore solo al dolore…..però credo che non sia giusto banalizzarlo!
    Ci sono varie procedure mediche che accompagnano, se necessario, il parto, come ad esempio l’episiotomia o la somministrazione di ossitocina…………
    non bisogna, a mio avviso, rendere di “routine” queste procedure perchè porterebbero a disumanizzare il parto!!
    il medico agisce, a volte, su eventi sui quali non è indispensabile agire!
    il parto è soprattutto attesa, pazienza, accettazione!!
    Spesso gli atti medici sono rivolti ad accelerare i tempi, falsando i ritmi naturali del parto!!!
    Abbiamo raccolto interviste a donne che hanno partorito da poco…..e la maggior parte di loro ha parlato in maniera soddisfacente del proprio parto solo quando si sentiva “attiva” in questo……quando era lei a dettare i tempi, non il medico o l’ostetrica!!
    Quello che vorrei farti intravedere è che, nella maggior parte dei casi, il parto è un evento normale, non è una malattia…..non c’è bisogno che nessuno agisca ma c’è bisogno solo che qualcuno (ed è l’ostetrica) assista all’evento…che vegli sull’evento e cerchi di preservarlo…….l’azione di colui che assiste non è sempre necessaria!!
    Hai travisato le mie parole!! Sono necessari i medici e il loro operato nelle azioni e nei contesti di loro competenza!!
    Però la gravidanza fisiologica non è una malattia!
    E io credo che tutto ciò che non è necessario possa solo nuocere!!
    Durante il parto la donna dovrebbe dettare i ritmi, non il personale assistenziale!!
    Ci sono pratiche, come ad esempio partorire in posizione litotomica, che favorisce l’assistenza ma non la donna, in quanto avviene una riduzione del canale del parto!!
    Io credo che una donna sappia COME fare…e che tante procedure limitino questa libertà!!
    il dolore è solo un pezzettino di questa esperienza……..e secondo me esiste per un motivo……..solo tu hai dato una sfumatura religiosa alle mie parole……il dolore, secondo me, porta la donna a raccogliersi in un ambiente protetto, la guida durante il parto….le fa capire quale “fase” del parto sta attraversando!!
    a prescindere da ideologie…….l’epidurale ha delle controindicazioni…….e proprio per questo motivo va somministrata solo quando necessario!!
    Il nostro corpo ha degli analgesici “naturali”……ed inoltre le neomamme raccontano di aver dimenticato il dolore subito dopo il parto!
    Secondo me coloro che assistono sono in grado di valutare le singole situazioni e decidere CON la donna la soluzione migliore!! (Con la donna…e non per la donna!)
    NON CREDI CHE, IN UNA SOCIETà UN Pò “SUPERFICIALE E VOLTA ALLA SCELTA PIù SEMPLICE” COME LA NOSTRA TUTTO CIò COMPORTEREBBE LA SCELTA DELL’EPIDURALE A PRESCINDERE??? SOLO PERCHè “COSì è PIù FACILE”??

  • Martina, 3 febbraio 2010 11:28

    SECONDO ME, OGGI, si arriverebbe a sopravvalutare i benefici e a sottovalutarne totalmente le controindicazioni!!

  • Martina, 3 febbraio 2010 11:54

    io chiedo scusa per gli errori di distrazione……..però quando si scrive di getto possono capitare sviste!
    tu hai giudicato le mie competenze per un mio errore…….e questo atteggiamento di ASSOLUTIZZAZIONE di un particolare si nota un pò in tutte le tue parole…………
    io posso anche capire la tua fiducia nella medicina e nell’epidurale…..però in questo modo tu stai annullando una figura professionale (quella dell’ostetrica!) e le sue competenze!!!
    e invece è giusto fare un pò di chiarezza su quali sono le competenze del medico e quali quelle dell’ostetrica!!!

    perchè, olltre a investire nel progresso e nell’epidurale, non PROVIAMO a investire anche nella disciplina ostetricia???

  • Martina, 3 febbraio 2010 12:01

    http://ea-day-after-day.blogspot.com/2007_09_18_archive.html

    ultima cosa…..prova a leggere questo articolo di VERENA SCHMID…….è un’ostetrica……
    probabilmente io non sono riuscita a farmi capire!!

    io non credo che arriveremo mai ad avere tutte la stessa idea..però almeno abbiamo avuto la possibilità di confrontarci!

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 12:02

    Tu dici la società, per non dire la donna… la donna, secondo te, è “un po’ superficiale e volta alla scelta più semplice”. Perché, nell’era di internet – ma anche prima – nessuna donna si avvicina al parto senza sapere cos’è una epidurale per filo e per segno, e cosa comporta, scegliendo solo al momento del dolore lancinante quale soluzione prendere. Ma tu lo stesso la reputi “superficiale”, dando per scontato che una puerpera pensi solo ai vestitini e a non provare dolore durante il parto, durante la gravidanza. Ma hai presente quanti forum ci sono, solo online, di future mamme che chiedono e danno consigli anche su queste pratiche? Ne ho letti alcuni, e dall’alto anche di esperienze vissute SULLA LORO PELLE le future mamme dicono parole di grande buonsenso, e non basate sui pregiudizi sullla superficialità della società o robe simili. Continui ad essere in malafede, tra l’altro, perché continui a sostenere che l’epidurale tolga il controllo e le sensazioni fisiche sulle fasi del parto alle puerpere, quando ti ho dimostrato con quell’articolo di quel medico barese che non è così (e lo confermano molte donne nei forum). Siamo d’accordo che il parto fisiologico non è una malattia, ma è un processo delicato al quale sicuramente è meglio che vigili il personale medico. Senza costringere la puerpera a velocizzare i tempi che ritiene giusti, certo, MA QUESTO NON C’ENTRA NULLA CON L’EPIDURALE! Mi sembra invece di scorgere tra le righe una specie di rivalità ostetriche/medici, dove l’ostetrica è la donna buona che sa come assistere la donna che partorisce in modo non invasivo, e il medico è il cattivone che la costringe a fare in fretta e la imbottisce di medicine e le impone pratiche mediche a vostro dire inutili. Il dolore nel parto è lancinante, e fonte di grande stess per mamma e feto: è inutile che cerchi di negarlo, è acquisito! Non esiste nessun analgesico naturale, tant’è che la donna di solito urla come non mai durante il travaglio, e il fatto che il dolore venga dimenticato subito dopo è dovuto solo alla gioia di stringere finalmente a sè il proprio bambino, gioia così sublime che fa dimenticare alla mamma QUALUNQUE COSA abbia dovuto affrontare per ottenerla. Questo non vuol dire che non sia qualcosa che è meglio evitare. Comunque potrei anche prendere per buona la tua posizione e accettare che il dolore sia indispensabile per vivere appieno il parto: ammesso – e non concesso! – che sia così, lotterei comunque, con la stessa foga, per dare IL DIRITTO a chi non la pensa come me di avere l’epidurale se la desidera. IL SENSO ORIGINARIO DELL’ARTICOLO è QUESTO! Che chi l’epidurale la vuole, anche per i parti fisiologici, NON PUò AVERLA, perché il personale la pensa come te (tanto mica devono partorire loro…) e non si attrezzano per farla. Chi è superficiale, e soprattutto, liberticida e spietato? Io e chi come me sostiene la scelta, o tu che la neghi blaterando di dolore necessario, analgesici naturali e roba del genere per indorare la pillola?

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 12:21

    Sia il tuo commento sulle ostetriche, che vedo solo ora, sia l’articolo della Schmid, mi confermano i sospetti: il problema di fondo nel tuo caso non è la religione, ma la rivalità medici/ostetriche. Vi sentite minacciate da un parto senza dolore e complicazioni, che vi tolga ogni funzione. Bene, ora so che combattete le vostre battaglie corporative sulla pelle delle donne, invece che puntare sulle vostre competenze, col risultato che, almeno per quanto mi riguarda, a questo punto cercherò di starvi lontano il più possibile quando sarà il momento. L’articolo citato lo dimostra: dice che il parto ospedalizzato è brutto e cattivo, senza spiegare veramente perché, e propone come soluzione quella di aumentare le ostetriche: che c’entra?! Per la puerpera intendo, per gli studenti di ostetricia comprendo l’interesse materiale…Non è spiegato cosa farebbe DI MEGLIO l’ostetrica per restituire al parto la tanto conclamata naturalità (il forpice? il dolore? il rischio di setticemia da parto in un ambiente non ospedalizzato, quindi non sterile? massì, torniamo ai bei vecchi tempi!).

  • Martina, 3 febbraio 2010 14:16

    assolutamente non è così! io ho deciso di intraprendere questa carriera dopo una brutta esperienza personale……..prima non conoscevo proprio la figura professionale dell’ostetrica…..e poi in consultorio sono stata aiutata da una persona molto brava e sono rimasta affascinata da questa figura umana e professionale!

    Mi spiace che tu abbia frainteso…………non era mia intenzione……..non c’è rivalità con i medici….è diversità a livello di figura professionale!

    una sola cosa….il forcipe non lo usa più nessuno……e la sala parto non è sterile!!

    io sto cercando di guardare il tuo punto di vista sulla “libera scelta” senza travisarlo………per favore non fare lo stesso!
    stai estremizzando la tua posizione mettendomi in bocca parole che non ho detto!!!
    io posso essere d’accordo con la libera scelta sull’epidurale previo CONSENSO VERAMENTE INFORMATO…che presupponga una vera conoscenza di entrambi gli aspetti!!!
    però non svalutare la professione ostetrica…….è uno strumento utile per molte donne…ho di recente visto il filmato di un parto bellissimo dove c’era un rapporto umano e professionale ottimo tra la donna e l’ostetrica!
    Le ostetriche sono a servizio delle donne……….non le curano ma si prendono cura di loro……e questa secondo me è una caratteristica bellissima della professione ostetrica!
    e con questo non intendo screditare chi le cura…………ma credo sia importante fare entrambe le cose!

    e con questa chiudo davvero………le posizioni prese sono sempre più estreme……..io cercavo il dialogo, non lo scontro!

  • Rossella Colapietra, 3 febbraio 2010 16:06

    Guarda, se sei d’accordo sul consenso veramente informato la discussione non ha senso, perché nè io nè l’articolo intendevamo IMPORRE l’epidurale, ma solo sottolineare il fatto che, se una donna decide che è il meglio per lei, non può averla perché gli ospedali ritengono la libertà di scelta della puerpera irrilevante, e decidono loro il meglio per lei, non attrezzandosi.
    So perfettamente che il forcipe non lo usa più nessuno, era una immagine (iperbole) per dire: vogliamo tornare al medioevo? E la sala parto non sarà sterile ma, almeno in teoria, è sempre più igienicamente adatta ad ospitare un parto di una casa.
    Io, poi, non ho screditato le ostetriche, assolutamente: ho criticato le posizioni di alcune di esse, e cioè la tua e di quella dell’articolo, perché con le vostre posizioni siete state voi che avete invece screditato i medici. Tu forse non te ne sei resa conto, ma con il tuo tono dolce e appassionato hai detto delle cose tremende, del tipo che la donna che rinuncia al dolore nel parto rinuncia alla sua femminilità, alla parte più importante del parto…sostenendo anche delle cose false, tipo che con l’epidurale si perde completamente la sensibilità e la capacità di sentire le contrazioni. Mi spiace ma quando sento falsità al fine di sostenere una propria tesi, specie se questa tesi rischia di danneggiare delle donne per sostenere una categoria professionale, divento una belva! Perché non permetto che chi venga sul mio blog a cercare informazioni ne abbia di inesatte e tendenziose, rischiando di prendere decisioni sbagliate di conseguenza.

  • sara, 22 marzo 2010 11:38

    Martina. Hai tutto l’entusiasmo della neofita ma concordo anche io nel dirti: partorisci, e poi ne riparliamo. Io ho seguito bellissimo un corso di preparazione al parto con un’ostetrica esperta, madre di tre figli partoriti a casa, che ci ha messo nell’ottica di arrivare in sala parto “con occhi da tigre, non con occhi da vacca”, come avrebbe detto l’allenatore Velasco, MA non mostrava resistenza all’epidurale anzi ci disse che in alcuni casi l’aveva chiesta lei per la partoriente.
    Purtoppo, ho partorito in una città diversa, e per quanto io fossi ben disposta a partorire naturalmente, venire a sapere (da amiche, dall’anestesista, da questi tuoi messaggi indirettamente) che in sala parto può capitare che l’ostetrica neghi il consenso ad una richiesta di epidurale, mi ha terrorizzata. Ci sono bambini epilettici e donne morte di dolore per parti naturali e difficili. Rimango convinta che sia per questa ragione che il mio travaglio non è cominciato ed è tutto finito con un tc d’urgenza.
    Io ho trovato donne che hanno definito il loro parto “doloroso ma bello”, e altre che sono rimaste così traumatizzate dal dolore prolungato che il neonato aveva deformità sul viso e non hanno avuto la montata lattea. Non vedo in che modo questo possa essere ‘formativo’.
    Rifletti su una cosa: tanta resistenza all’epidurale è una forma di violenza alla percezione del dolore del singolo, e fa il gioco dei medici “maschi e cattivi”, perché di fronte ad un atteggiamento così poco rispettoso del corpo di una persona, il cesareo è una passeggiata…

  • sara, 22 marzo 2010 12:14

    alcune testimonianze

    http://machedavvero.blogspot.com/2008/12/sul-cesareo-e-le-mamme-di-serie-b.html

  • Rossella Colapietra, 25 marzo 2010 12:52

    Grazie mille per la tua testimonianza Sara, sembrava che fossi io la femminista insensibile…

  • Rossella Colapietra, 2 aprile 2010 13:19

    Scusa Sara, ma…i commenti a questo articolo hanno contribuito a spaventarti? Se è così mi pento di non averli rimossi in moderazione…

  • Sara, 19 gennaio 2011 11:09

    Ciao,

    torno qui dopo tanto tempo. No hai fatto bene a lasciarli. E’ importante che la gente legge e capisca che orientamento si dà agli studi delle allieve ostetriche in Italia.

  • Sara, 19 gennaio 2011 11:09

    scusa il refuso: ovviamente “che la gente leggA e capisca”

  • Valentina, 22 dicembre 2011 04:50

    Perdonate la finezza, ma tutte queste scemenze sul valore del dolore nel travaglio di parto mi suonano come quella frase, che si dice ha chi ha calpestato una cacca: “Be’ non prendertela: porta fotuna!”

    La donna, nel dar vita ad un figlio assieme all’uomo, è quella che partorisce, l’unica tra i due a dover sentire dolore. Il dolore è una sensazione sgradevole. Fin qui ci siamo? Ok… Chi si ostina a contrastare ogni forma di progresso e rifiuta qualsiasi possibile soluzione al problema del dolore, come la cara Martina, finisce per negare l’esistenza del problema o addirittura trasfigurarlo, interpretarlo come un dono.
    “Hai pestato una cacca? Ma non avvilirti, anzi devi essere contenta: porta fortuna!”

    Questo il mio sentimento.

    Quanto alla storia secondo cui il dolore del parto metta in moto ormoni che cementano nell’animo della madre il sentimento di assoluto amore per il figlio, lasciatemi dire che si tratta di una totale idiozia.
    Figlia nata col cesareo, madre cesarizzata, cugina di una madre adottiva, molto amica di figli adottivi, ho decine di esempi davanti agli occhi di madri che ADORANO i propri figli e li hanno amati intensamente da subito (anche quella che è diventata madre di una bambina di 11 anni), pur senza aver provato questa forma di dolore.
    Aggiungo una domanda: secondo voi le madri che maltrattano i figli, che li uccidono, li seviziano, li vendono, hanno partorito tutte con l’epidurale?

    Ecco, mi piacerebbe che la finiste di indorare le pillole, di arrampicarvi sugli specchi, proclamare i meravigliosi vantaggi del dolore.
    Il dolore è sgradevole. Punto!
    Se ci sono donne che desiderano alleviarlo, rispettate la loro scelta.
    Quando arriverà il vostro turno sarete lasciate libere di partorire come vi pare.

  • Marina, 22 dicembre 2011 16:59

    applausi per Valentina!!! Martina, è evidente che nel tuo lavoro metti molta passione, e per questo meriti rispetto. Ma una cosa lasciatela dire: tutte quelle cose sul valore e significato del dolore sono un mare di stronzate! oltre a questo, il dolore non aggiunge un bel niente al rapporto madre-figlio. E’ così, fattene una ragione. Altrimenti non si spiegherebbe come i padri o i genitori adottivi possano amare i loro figli.

  • Marina, 22 dicembre 2011 17:06

    Martina, ma quello che hai scritto sul valore del dolore ve lo insegnano durante il corso di studi per ostetriche o sono opinioni tue?

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